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SAGEA, CREA e Ferrero in un progetto quadriennale per monitorare la problematica delle nocciole avariate

Castagnito, 27 maggio 2020 – Un team di ricerca che coinvolge SAGEA, CREA (il Consiglio Nazionale per l’Agricoltura sotto la supervisione del Ministero dell’Agricoltura Italiano) e Ferrero Hazelnut Company, ha svolto un’ampia ricerca sulla problematica delle nocciole avariate in Italia dal 2016 al 2019.

Il nocciolo (Corylus avellana L.) è una delle colture da frutta in guscio più importanti al mondo con oltre 970.000 tonnellate di produzione nel 2018/2019. In Italia la produzione di nocciole è diffusa principalmente in quattro regioni: Lazio (38%), Campania (37%), Piemonte (13%) e Sicilia (9%). La bassa difettosità del seme, sempre più richiesta dalle industrie dolciarie, è una delle principali caratteristiche considerate nella valutazione della qualità delle nocciole.

L’indagine quadriennale ha coinvolto 9 noccioleti in Campania e 7 in Piemonte. La raccolta dei campioni è iniziata alla fine di marzo (apertura gemme/formazione iniziale del frutto) ed è proseguita sino alla raccolta (agosto-settembre) e post-raccolta (settembre-ottobre). È stato analizzato un totale di oltre 23.000 nocciole.

Nonostante una limitata incidenza di nocciole avariate, diversi generi fungini come Alternaria spp., Colletotrichum spp., Botryosphaeria spp. Diaporthe/Phomopsis spp., Cladosporium spp., Phoma spp. e Fusarium spp. sono stati isolati durante lo studio. Inoltre, nel luglio 2017 in Piemonte e 2019 in Campania Eremocium coryli, potenziale patogeno e probabile induttore del “dry rot” del seme della nocciola, è stato isolato dalle nocciole danneggiate dalla cimice asiatica Halyomorpha halys che presentavano una zona alterata con tipici sintomi del “dry rot”. Inoltre, una nuova specie fungina Didymella corylicola è stata costantemente individuata nelle prime fasi di sviluppo (marzo-aprile) nei corileti della Campania, ma il suo ruolo non è ancora chiaro. Per comprendere il ruolo dei funghi isolati come potenziali agenti causali dell’avariato saranno effettuati dei test di patogenicità con inoculazione artificiale.

Il gruppo di ricerca comprende: Salvatore Vitale, Marzia Scarpari, Laura Luongo, Massimo Galli, Alessandra Belisario (CREA – Consiglio per la agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di Difesa e Certificazione – Roma); Giulio Schreiber, Mariangela Petrucci, Giovanni Fontaniello (SAGEA); Tommaso De Gregorio, Giuseppe Castello (Ferrero Hazelnut Company).

Lo studio è disponibile qui e qui.

01 Giugno 2020

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